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Valli del Monterosa

Val d’Ayas

Ayas si trova alla testa della valle dell’Evançon ed è situato in una meravigliosa conca dominata dal massiccio del Monte Rosa e dalle sue altissime vette che culminano, a più di 4000 metri, con il Breithorn (4165 m), il Polluce (4090 m) e il Castore (4225 m).

Il paesaggio è molto vario, i ghiacciai e le aspre pareti rocciose fiancheggiano prati e pascoli dal mite declivio.L’origine etimologica del nome è controversa, anche se l’interpretazione più verosimile sembra quella derivante da “adacium”, cioè luogo di raduno dei greggi durante la notte.

I primi insediamenti umani si fanno risalire all’epoca dei Salassi, gli antichi abitanti della regione, mentre con la conquista romana del territorio, Ayas diventa importante via di passaggio per raggiungere il territorio degli Elvezi.

Nel corso del XII sec. Ayas e le sue terre entrano sotto il dominio dell’Abbazia di Saint-Maurice d’Augaunne nel Vallese ed arrivano sul territorio nuove popolazioni di origine germanica, i Walser che, con le loro tradizioni e la loro cultura, hanno influenzato e caratterizzato l’architettura ed i costumi della zona. Nel corso del secolo successivo Ayas e le sue terre verranno infeudate alla potente casata degli Challant.

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Il Monterosa

Il Monte Rosa, talvonta anche detto Massiccio del Monte Rosa, è il secondo più alto d’Europa e si estende per metà in territorio italiano e per metà in territorio svizzero originando ai suoi piedi un totale di 7 valli. Sul versante italiano il Monte Rosa si estende in due regioni: la Valle d’Aosta con le Valli di Gressoney e la Val d’Ayas ed il Piemonte con la Valsesia.

In territorio valdostano i comuni ai piedi del Rosa sono quelli di Ayas-Champoluc, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean e Valtournanche, mentre in Piemonte tocca i comuni di Macugnaga e Alagna Valsesia. Si tratta di valli che questo straordinario massiccio ha scavato con i suoi millenari sovvertimenti e che i Walser, antica popolazione di origine germanica, hanno modificato da uno stato quasi selvaggio fino agli attuali caratteristici paesi.

Erroneamente l’origine del nome ‘Monte Rosa’ viene attributa alla colorazione rosea che i ghiacciai prendono al tramonto, ma in realtà il toponimo deriva dal termine “rouja” o “roéze” che in francoprovenzale significa semplicemente “ghiacciaio” e che i Walser chiamavano “De Gletscher” identificando l’intero massiccio.

E proprio i grandi ghiacciai, come quelli del Felik, d’Indren e di Verra, fanno da sfondo ai panorami mozzafiato delle Valli di Ayas e di Gressoney.

Qui si trovano alcune delle vette più note del gruppo del Monte Rosa che raggiungono i 4000m, ossia le punte del Breithorn (4165m), il Polluce (4092m), il Castore (4228m), il Lyskamm orientale (4527m) e occidentale (4480m) e la Pyramide Vincent (4215m). La prima punta ad essere toccata fu il Lysjoch nel 1778 da sette gressonari animati non solo da interesse alpinistico, ma anche scientifico.

Oggi dai ghiacciai nascono i due torrenti che attraversano da nord a sud le valli: l’Evançon in Val d’Ayas e il Lys in Valle di Gressoney.

Sulla Punta Gnifetti si trova invece collocato il noto rifugio Capanna Regina Margherita, famoso per essere il rifugio alpino più alto d’Europa, a quota 4.554 metri, che prende il nome dalla Regina Margherita di Savoia che lo visitò personalmente e che oggi è sede di una stazione meteorologica e centro di ricerche sugli effetti dell’alta quota sul corpo umano.

Dai tempi dei Walser il massiccio del Monte Rosa ha attirato e fatto gioire sempre più persone, persino la prima Regina d’Italia Margherita di Savoia; vieni anche a tu a scoprire il paesaggio incantanto ai piedi di sua Maestà il Monte Rosa!

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Valle di Gressoney

Gressoney è la terra dei “Walser”, popolazione di origine germanica che tra l’XI e il XIII secolo venne a stabilirsi sul versante italiano del Monte Rosa dal vicino Vallese e che da sempre era dedita al commercio, tanto che la Valle di Gressoney era definita “Kramertal”, la Valle dei Mercanti.

In particolare, nella valle del torrente Lys, i walser hanno fondato i villaggi di Gressoney, Issime e Niel, piccola frazione nel comune di Gaby. Ancora oggi l’architettura Walser caratterizza i centri storici di Gressoney, ma anche le tradizioni, i costumi e la parlata germanica, il cosiddetto “titsch”, mantengono vivo il legame con il passato e le terre di origine. Verso la fine del XIX secolo ebbe inizio a Gressoney l’attività turistica. La località era infatti nota per le sue incantevoli bellezze naturali, tanto che la Regina Margherita l’aveva scelta per trascorrervi lunghi periodi di vacanze e proprio per i suoi soggiorni a Gressoney il re Umberto I fece costruire il Castel Savoia, originale residenza in stile neogotico. Gressoney è attualmente il regno incontestato di “Sua Altezza” il Monte Rosa, stazione sciistica internazionale e meta di chi ama la “vera montagna” sia in inverno sia in estate.